Visualizzazione post con etichetta Marialuisa Gingilli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Marialuisa Gingilli. Mostra tutti i post

[RECENSIONE] Royal Silence (Royal Stories #3) Marialuisa Gingilli

 


Nabi siete pronti per tornare a Fiann?? 

Bene perchè oggi vi parlo di Ophelia e del suo James, aka sua tristezza reale e Saor...


TITOLO: Royal Silence

AUTORE: Marialuisa Gingilli

SERIE: Royal stories

EDITO: self

GENERE: contemporary romance

PAGINE: 320

EBOOK: 2,99

CARTACEO: 15,00

DATA D'USCITA: 05/02/2026

LINK D'ACQUISTO: https://amzn.to/4tjOMIA

 





Ripercorro con la mente gli ultimi mesi, il funerale di quel maledetto, tutto l’appoggio che ho dato a Jamie nel momento per lui più difficile.
Non possono chiedermi altro.
Nessuno può pretendere che faccia ancora un passo verso il perdono.
Perché io non perdonerò mai Timothy Haren.


Il mio nome è Ophelia Elizabeth McLochlann e ogni giorno mi divido tra il lavoro alla Brú Art House e le responsabilità che ho deciso di assumermi con il mio popolo.
Come se non bastasse, ho un matrimonio da organizzare al meglio e il tempo non sembra mai abbastanza.
Nulla mi pesa, però, come il silenzio che si è insinuato tra me e Jamie. Lui c’è, ma sembra lontano, consumato dai fantasmi di un passato che io non posso cancellare.
Non l’avrei mai immaginato, dopo tutto quello che abbiamo vissuto.
Eppure inizio a temere che il nostro amore non possa superare ciò che lo tormenta: il fantasma dell’uomo che io non potrò mai perdonare e per la cui morte non verserò mai una lacrima.

Ophelia evita con cura di comprendere il mio dolore, lo respinge, invece di abbracciarlo. Dice di volermi aiutare, ma ogni sua parola è un giudizio travestito da premura.
Più cerca di salvarmi, più mi sento soffocare.


Mi chiamo James William Murchad e fino a pochi mesi fa, oltre a insegnare Storia dell’Arte Contemporanea alla Queen Eleanor University, mi divertivo ad attaccare la Corona di Fiann con i miei murales.
Esatto, Saor sono io. O meglio, lo ero.
Mi sono distratto, non ho colto i segnali dell’imminente disastro che si stava per abbattere su di me e ora il peso di tutto ciò che è accaduto mi logora l’anima.
Timothy è morto, ma continua a vivere dentro di me e con lui la rabbia, il senso di colpa per non essere riuscito a salvarlo, per non aver capito fin dove volesse spingersi.
Ho perso il mio migliore amico, la mia identità, le certezze costruite a fatica e che ora mi scivolano dalle mani.
Ogni parte di me sembra dissolversi tra ciò che ero e ciò che non sarò mai più, e Ophelia non vuole comprendere il mio dolore.
Per quanto la ami più della mia stessa vita, comincio a credere che stavolta non ci sarà verità capace di salvarci.


Non possono chiedermi altro. Nessuno può pretendere che faccia ancora un passo verso il perdono. Perché io non perdonerò mai Timothy Haren.

 

Timothy è l’uomo che ha le ha strappato due delle persone più importanti della sua vita, e per poco non le avrebbe portato via Maelle e Lennox, per questo e per aver finto di volerle essere amico per rubarle informazioni che potessero nuocere alla sua famiglia che Ophelia non può neanche sentirlo nominare, figuriamoci perdonarlo.

 

Dovrei tornare a casa da Lily, parlarle, cercare di farle capire che sto navigando a vista, disorientato. Dovrei spiegarle che mi sono perso. Non sono più Saor, né il più acerrimo nemico della Monarchia. Non sono più neanche il professor Murchad.

 

Con la morte di Timothy è scomparsa anche una parte di James, si sente perso, non riesce a dormire tormentato dagli incubi su quel giorno, il suo rapporto con Ophelia diventa sottile ogni giorno che passa, mentre lei ha un impegno dietro l’altro, lui non riesce a trovare la voglia di fare niente. I murales che regalava alla famiglia reale come Saor ora sono solo un lontano ricordo, quella versione di sé che non riesce a trovare, ma non trova neanche il professore, quella versione che amava insegnare e far amare l’arte agli studenti della Queen Eleanor.

 

L’abbraccio e l’attiro a me. Il tentativo di liberarsi dura pochi secondi, poi ci sono solo i sussulti del suo corpo mentre si lascia andare al pianto. «Ti amo, Lily. Non ti sto lasciando. Ho solo bisogno di tempo e spazio per ritrovarmi. Puoi avere ancora un po’ di pazienza e aspettarmi?»

 

Le cose tra loro sembrano andare sempre peggio, ogni giorno che passa li allontana sempre di più, di quell’amore che li univa e che li ha fatti lottare contro tutti si sta sgretolando, lasciando dietro di sé solo macerie. Riusciranno a ricostruire il loro rapporto oppure la storia d’amore tra Ophelia e James arriverà alla fine?

Quel giorno, che ho iniziato a sognare dal nostro primo bacio, forse un po’ ingenuamente, ora mi sembra sempre più lontano. Irraggiungibile. Perché la nostra è solo una pace apparente. Un armistizio in quella guerra che ci siamo dichiarati in silenzio, spezzata sporadicamente da qualche momento di tranquillità, ma che sembra non voler più terminare.

 

Nonostante sembri che abbiano trovato un punto d’incontro e che sia tornata la quiete dopo la tempesta che li ha travolti nell’ultimo anno, Fifi sa che il suo rapporto con James non è più come prima, i silenzi tra loro pesano giorno dopo giorno. Attorno a loro tutti stanno trovando la loro felicità mentre la sua è sempre più lontana e difficile da raggiungere.

 

Sarebbe tutto dannatamente perfetto, se non ci fossero quei silenzi che ancora ci dividono.

 

Chi ha letto Royal Trick sa quello che hanno passato James e Ophelia per ottenere il loro lieto fine, sa benissimo che questi due si amano alla follie eppure il loro e vissero per sempre felici e contenti non è vicino. Questa è la terza novella collegata alla royal serier, e ormai è chiaro anche ai sassi che per i nostri McLochlann il lieto fine non è assicurato. Se nella serie principale il filo conduttore tra i romanzi fosse l’indagine volta a scoprire i responsabili della morte di Re Keith, qui i nostri reali dovranno fare i conti con i fantasmi che quell’indagine a lasciato loro in eredità. Sinceramente parlando sono entrata in sintonia con Ophelia da subito, ho capito il suo dolore e il suo stato d’animo, come poteva piangere la scomparsa dell’uomo responsabile della morte di suo padre e poi di suo zio? James era legato a Tim da una profonda amicizia e scoprire la verità sul suo amico lo ha destabilizzato. Lui continua a piangere la sua morte, ma lei non ci riesce, quell’uomo le ha strappato due delle persone a lei più care e ha rapito e tenuto in ostaggio sua cugina Maelle. Era presente al funerale ha sopportato la ex di James che si fingeva disperata e gli si gettava addosso, ha dovuto ascoltare e consolare i genitori dell’uomo che ha le ha portato via suo padre e suo zio, e il tutto per restargli accanto in quel momento di difficoltà. Nonostante abbia compreso anche James, non sono riuscita a empatizzare del tutto con lui nei primi capitoli, ho capito che soffriva e che si riteneva responsabile per la sua morte e che era tormentato dai dubbi sul fatto che magari poteva impedirgli di fare del male a Maelle o a Lennox e impedire che venisse ucciso. Tuttavia ho amato la storia e la crescita dimostrata da entrambi i personaggi durante le loro vicissitudini. A questo punto solitamente parlo dello stile dell’autrice, ma ormai è chiaro che Marialuisa è entrata nella lista di autrici che leggo sempre con piacere, e di cui leggerei anche la lista della spesa. Non solo perché ho avuto modo di incontrarla in alcune occasioni ed è di una gentilezza unica. Arrivata a questo punto io ho paura per le storie di Keenan e Maelle, perché so che Paola e Melissa mi faranno soffrire e che anche per questi due McLochlann non sarà tutto rosa e fiori, anche perché non è che le storie principali fossero così leggere. Io ho amato royal silence e sto progettando di acquistare tutta la serie novelle incluse, perché questa serie va letta e amata. Questo libro ha saputo farmi compagnia e mi ha regalato momenti di conforto che ad un certo punto pensavo a Ophelia come ad una sorella. Grazie Marialuisa per avermi regalato tutte queste emozioni e questa meravigliosa storia.

 

«La vita è fatta di attimi. E di fasi. A volte ci regala gioie, altre ci chiede un prezzo da pagare. E poi ci sono le volte in cui ci chiede di procedere cauti, spesso a tentoni. Dobbiamo solo accettare ogni fase, James. Accettare e prenderci il tempo necessario per trovare il passo giusto. A quel punto, saremo in grado di affrontare ogni attimo.»